CALENDARIO VENATORIO 1999/2000

REGIONE ABRUZZO

Apertura: 4 settembre
Chiusura: 31 gennaio

Regime di caccia
Lattività venatoria è consentita sul territorio libero da vincoli di tutela, suddiviso in Ambiti territoriali di caccia (ATC), con le modalità che seguono, salvo che per le Aree contigue ai Parchi naturali nazionali e regionali disciplinate in modo differenziato, rispetto al restante territorio di ogni ATC in cui sono ricomprese, secondo quanto previsto dal 3° comma dellart. 20 della L.R. n. 30/94 nonché dallart. 7 della L.R. n. 33/95.

A) Utilizzo del territorio
Negli ATC ai cacciatori aventi diritto secondo la normativa vigente allaccesso ai rispettivi ATC è consentito, con le limitazioni di cui al punto C) del presente calendario, svolgere lattività venatoria da appostamento ed in forma vagante, con lausilio del cane nei giorni dal 19/09 al 31/01; da appostamento, senza lausilio del cane, nei giorni 4 e 5 settembre.

B) Specie cacciabili
Nei giorni 4 e 5 settembre: tortora, merlo, gazza, cornacchia grigia, colombaccio. Le suddette specie sono altresì cacciabili nel seguente periodo: - Dal 19 settembre al 30 dicembre: tortora, merlo ed allodola. - Dal 19 settembre al 31 gennaio: cornacchia grigia, gazza e colombaccio.- Dal 19 settembre al 5 dicembre: starna.- Dal 19 settembre al 31 dicembre: fagiano, lepre comune, quaglia.- Dal 1° ottobre al 29 novembre: coturnice.- Dal 19 settembre al 31 gennaio: cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, folaga, gallinella dacqua, alzavola, porciglione, fischione, codone, marzaiola, mestolone, moriglione, moretta, beccaccino, beccaccia, pavoncella, volpe, ghiandaia, colombaccio.- Dal 1° ottobre al 30 dicembre: cinghiale.

Specie protette
Ai sensi e per gli effetti del D.P.C.M. del 21 marzo 1997, vengono escluse dalle specie cacciabili: passero, passera oltremontana, passera mattugia, colino della Virginia, storno, corvo, taccola, francolino di monte e pittima reale. Restano parimenti escluse dalle specie cacciabili: cervo, daino, capriolo, al fine di proteggere le limitate consistenze delle specie nonché minilepre, pernice rossa, coniglio selvatico, in quanto specie estranee alla fauna abruzzese.

C) Attività venatoria ed orari di caccia
Tre giornate alla settimana a scelta del cacciatore con esclusione del martedì e venerdì. Le giornate di caccia ovunque effettuate sono cumulabili. La settimana venatoria ha inizio il lunedì. Fa eccezione quanto disposto per le Aree contigue ai Parchi dallart. 20 della L.R. n. 30/94. Lesercizio della caccia inizia unora prima del sorgere del soscia e dei cani purché il numero degli stessi non sia superiore alle sei unità per cacciatore o gruppi di cacciatori.- Lepre variabile: Tetto di abbattimento: 60 capi.Quota giornaliera per singolo cacciatore: 1 capo.Quota stagionale per singolo cacciatore: 2 capi.Consentito l'uso della canna liscia e dei cani purché il numero degli stessi non sia superiore alle sei unità per cacciatore o gruppi di cacciatori.- Gallo forcello: Tetto di abbattimento: il tetto viene calcolato moltiplicando gli abbattime o province ne consentano il prelievo ai soli residenti nel periodo successivo a quello individuato dalla Regione Abruzzo, i cacciatori provenienti da dette regioni sono autorizzati al prelievo venatorio della specie Cinghiale nei periodi comuni dei rispettivi calendari venatori. Detta limitazione è comunicata ai cacciatori extraregionali ammessi dal Comitato di gestione contestualmente alla comunicazione dellavvenuta ammissione allesercizio venatorio nellATC di competenza.

D) Addestramento e allenamento cani
Salvo che per le aree di addestramento, disciplinate dallart. 17 della L.R. n.30/94, laddestramento e lallenamento dei cani da caccia sono consentiti dal 18 agosto al 16 settembre. Lallenamento e laddestramento dei cani, nei tempi consentiti, possono essere svolti dal cacciatore solo sul territorio dellATC nel quale ha diritto allaccesso in qualità di cacciatore iscritto o ammesso, e con esclusione di quella parte del territorio interessato da colture intensive specializzate e da seme e delle aree vietate allattività venatoria. Durante laddestramento il cane deve essere costantemente sorvegliato dal proprietario o da un suo incaricato, i quali, anche in epoca di divieto di addestramento ed allenamento, devono altresì adottare adeguate cautele per impedire il libero vagare dei cani.

E) Carniere giornaliero
Per ogni giornata di caccia (salvo quanto disposto dal 3° comma dellintesa di cui al 3° comma dellarticolo 20 della L.R. n. 30/94) dal 19 settembre al 31 gennaio, nei periodi consentiti per ciascuna specie selvatica, il cacciatore può abbattere due capi di selvaggina stanziale di cui 1 sola lepre e 15 capi di selvaggina migratoria, di cui: 5 colombacci, 5 tra palmipedi e trampolieri e 3 beccacce; nei giorni 4 e 5 settembre, 10 capi di selvaggina complessivi e con un massimo di 5 per ogni specie della quale è consentito il prelievo in detti giorni. Per ogni giornata di caccia e nel periodo consentito, oltre alle specie sopracitate, e nel numero massimo per ognuna di esse, a ciascun cacciatore è consentito abbattere un cinghiale. È comunque vietata la caccia nelle aree umide al verificarsi di intense nevicate e persistenza della coltre nevosa, indipendentemente dalla presenza di ghiaccio sulla superficie dei corpi idrici.

F) Tesserino venatorio regionale
Per esercitare la caccia, il cacciatore deve essere in possesso del tesserino venatorio regionale, rilasciato, ai sensi della normativa vigente, dallAmministrazione provinciale di residenza, previa esibizione della ricevuta di pagamento della tassa di concessione regionale, di cui allart. 40 della L.R. n. 30/1994, della polizza assicurativa e della licenza di caccia, sulla quale va riportato il numero del tesserino venatorio. LAmministrazione provinciale nellatto del rilascio del tesserino venatorio regionale dovrà annotare sul medesimo, oltre ai dati anagrafici del titolare del tesserino, lATC di caccia al quale il titolare è iscritto e gli eventuali altri ATC regionali nei quali il titolare è ammesso, la forma di caccia prescelta in via esclusiva e la Compagnia assicuratrice. Il cacciatore deve annotare, in modo indelebile negli spazi appositi del tesserino regionale, il giorno di caccia prescelto allatto dellinizio dellesercizio di caccia ed il numero dei capi di selvaggina abbattuti, appena dopo lavvenuto abbattimento per le specie stanziali, mentre per le specie migratorie il numero dei capi prelevati è annotato sia alla fine della mattinata sia come totale riepilogativo della giornata. La scheda dabbattimento, eventualmente allegata al tesserino regionale, deve essere compilata secondo le istruzioni riportate in questultimo. Il tesserino regionale venatorio, per la stagione di caccia 1999/2000, deve essere restituito dal cacciatore allAmministrazione provinciale che ha provveduto al suo rilascio, non oltre il 15 giugno 2000.

G) Tutela delle colture agricole
Secondo quanto disposto dallart. 13 della L.R. n. 30/1994, non è consentito lesercizio venatorio in forma vagante sui terreni in attualità di coltivazione. Si considerano in attualità di coltivazione: i terreni con coltivazioni erbacee e da seme; i frutteti specializzati; i vigneti specializzati e gli uliveti specializzati dalla data di maturazione del frutto e fino alla data del raccolto; i terreni coltivati a soia, a girasole, nonché a mais per la produzione di seme fino alla data del raccolto. I proprietari o conduttori dei fondi possono provvedere a segnalare i terreni in attualità di coltivazione, suscettibili di danneggiamento, mediante tabelle esenti da tasse, apposte lungo il perimetro dei terreni interessati, con lobbligo della loro rimozione al termine della raccolta dei prodotti. È vietata lattività venatoria sui terreni comunque tabellati condotti con tecniche biologiche ai sensi dellart. 12 delle norme attuative sullagricoltura biologica di cui alla delibera della Giunta Regionale n. 958 del 15.5.98 - BURA n. 19/speciale del 19.6.98.

H) Altre disposizioni
È fatto obbligo a chiunque uccide, cattura o rinviene uccelli inanellati, di comunicarne notizia allIstituto Nazionale della Fauna Selvatica di Bologna o al Comune nel cui territorio è avvenuto il fatto, che provvederà ad informare il predetto Istituto. È vietato rimuovere, danneggiare o rendere inidonee al loro fine, le tabelle legittimamente apposte ai sensi della legge, ferma restando lapplicazione dellart. 635 del codice penale. È vietata lattività venatoria quando il territorio è coperto in tutto o per la maggior parte dalla neve, salvo la caccia ai palmipedi e trampolieri svolta lungo i corsi dacqua, laghi, stagni, marcite ed acquitrini, purché non ghiacciati, entro un massimo di metri 50 dalle loro rive e/o argini o, in assenza di questi, dalla linea dellalveo invaso dalle piene annuali (art. 43, 1° comma, lettera d). Fermi restando i divieti di cui agli artt. 30 e 43 della L.R. n. 30/1994, non è consentita la posta alla beccaccia ed al beccaccino, il cacciare a rastrello in più di tre persone ed è vietato abbandonare sul luogo di caccia i bossoli delle cartucce. Ai sensi del decimo comma dellart. 36 della L.R. n. 30/1994, le Province hanno la facoltà di vietare lesercizio venatorio, per periodi limitati di tempo, nelle zone interessate da intenso fenomeno turistico. Nel recepire il presente Calendario venatorio regionale, le Province, ai sensi del dodicesimo comma dellart. 36 della L.R. n. 30/1994, avranno cura di rendere note le aree territoriali provinciali dove lattività venatoria è consentita in forma programmata, le aree riservate alla gestione venatoria privata e le zone dove lesercizio venatorio è precluso. Dintesa con la Provincia competente, i Comitati di gestione dei rispettivi ATC, entro il 15 dicembre 1999, devono provvedere a disciplinare lutilizzo del cane da seguita nel periodo 1° gennaio - 31 gennaio 2000, finalizzandolo esclusivamente per la caccia alla volpe. La mancata regolamentazione o il raggiungimento dellintesa determina il divieto di utilizzo della suddetta razza di cane per il periodo citato.

I )Riserva
La Giunta regionale si riserva demanare disposizioni integrative in materia, secondo quanto previsto dai commi secondo e terzo dellart. 36 della L.R. n. 30/1994.

L) Rinvio
Per quanto non previsto espressamente nel presente Calendario, si fa riferimento alle vigenti norme in materia.