CALENDARIO VENATORIO 2001/2002

REGIONE ABRUZZO

Apertura: 2 settembre
Chiusura: 31 gennaio

Ai sensi della vigente normativa, di cui alle LL.RR. n. 30/1994, n. 33/1995, n. 124/1995 e n.65/1996, nonché della legge 11.02.1992, n. 157, nella Regione Abruzzo la stagione venatoria ha inizio il 2 settembre 2001 e termina il 31 gennaio 2002, sul territorio regionale, libero da vincoli di tutela, suddiviso in Ambiti territoriali di caccia (A.T.C.) con le modalità che seguono, salvo che per le Aree contigue ai Parchi naturali nazionali e regionali disciplinate in modo differenziato, rispetto al restante territorio d'ogni A.T.C. in cui sono ricomprese, secondo quanto previsto dal terzo comma dell'art. 20 della L.R. n. 30/1994, nonché dall'art. 7 della L.R. n. 33/1995.

A) UTILIZZO DEL TERRITORIO
Negli A.T.C. ai cacciatori aventi diritto, secondo la normativa vigente, l'accesso ai rispettivi A.T.C., è consentito, con le limitazioni di cui al punto C) del presente calendario, di svolgere l'attività venatoria da appostamento ed in forma vagante, con l'ausilio del cane, dal 2 settembre 2001 al 31 gennaio 2002.

B) SPECIE CACCIABILI
a) Specie cacciabili nel periodo 2 settembre - 31 dicembre 2001: quaglia, merlo, tortora (Streptopelia turtur) allodola;
b) Specie cacciabili dal 2 settembre al 31 gennaio 2002: cornacchia grigia, gazza colombaccio e volpe;
c) Specie cacciabili dal 2 settembre al 16 dicembre 2001: starna, lepre e fagiano;
d) Specie cacciabile dal 1 ottobre 2001 al 30 novembre 2001: coturnice;
e) Specie cacciabili dal 16 settembre 2001 al 31 gennaio 2002: cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, folaga, gallinella d'acqua, alzavola, porciglione, fischione, codone, mestolone, marzaiola, moriglione, moretta, beccaccino, beccaccia, pavoncella, e ghiandaia;
f) Specie cacciabile dal 7 ottobre 2001 al 6 gennaio 2002: cinghiale.

Ai sensi e per gli effetti del D.P.C.M. del 21 marzo 1997, vengono escluse dalle specie cacciabili: passero, passera oltremontana, passera mattugia, colino della virginia, storno, corvo, taccola, francolino di monte e pittima reale. Restano parimenti escluse dalle specie cacciabili: il coniglio selvatico, la minilepre e la pernice rossa, in quanto estranee alla fauna abruzzese, nonché il cervo,il daino e il capriolo al fine di accertare la consistenza numerica della specie.

C) ATTIVITA' VENATORIA ED ORARI DI CACCIA
Salvo quanto disposto, per le Aree contigue ai Parchi, dall'art. 20 della L.R. n. 30/1994, nel periodo dal 16 settembre 2001 al 31 gennaio 2002, l'attività venatoria è consentita per un massimo di tre giornate settimanali, con possibilità di scelta da parte del cacciatore, con esclusione dei giorni di martedì e venerdì, giornate di silenzio venatorio.
La settimana inizia dal lunedì e le giornate di caccia, ovunque effettuate, sono cumulabili.
L'attività venatoria, nei periodi consentiti, inizia un'ora prima del sorgere del sole e termina al tramonto.
Nel periodo 2 settembre - 16 settembre 2001 possono esercitare l'attività venatoria esclusivamente i cacciatori, ammessi o iscritti in un ATC regionale, residenti o nativi della Regione o residenti in Regioni che attuino calendari venatori omogenei nelle date e nelle specie al presente e nel quale facciano proprio il principio della contemporaneità e della reciprocità. Le Amministrazioni provinciali, d'intesa con gli Ambiti territoriali di Caccia, possono richiedere alla Giunta Regionale l'autorizzazione alla deroga.
Per quanto attiene il prelievo venatorio del cinghiale, qualora altre regioni o province ne consentono il prelievo ai soli residenti nel periodo successivo a quello individuato dalla Regione Abruzzo, i cacciatori provenienti da dette
Regioni sono autorizzati al prelievo venatorio della specie Cinghiale nei periodi comuni dei rispettivi calendari venatori. Detta limitazione, unitamente a quella del periodo antecedente l'apertura generale è comunicata ai cacciatori extraregionali ammessi dal Comitato di gestione contestualmente alla comunicazione dell'avvenuta ammissione all'esercizio venatorio nell'ATC di competenza.

D) ADDESTRAMENTO ED ALLENAMENTO DEI CANI DA CACCIA
Salvo che per le aree d'addestramento, disciplinate dall'art. 17 della L.R. n. 30/1994, l'addestramento e l'allenamento dei cani da caccia sono consentiti, esclusi il martedì e il venerdì di ogni settimana, dal 2 agosto al 30 agosto 2001.
L'allenamento e l'addestramento dei cani, nei tempi consentiti, possono essere svolti dal cacciatore solo sul territorio dell'A.T.C. nel quale ha diritto all'accesso, in qualità di cacciatore iscritto o ammesso, con esclusione, oltre alle aree vietate all'attività venatoria, di quella parte di territorio interessato da colture intensive specializzate e da seme.
Durante l'addestramento il cane deve essere costantemente sorvegliato dal proprietario, o da un suo incaricato, il quale ne vieta il libero vagare, adottando adeguate cautele, anche in epoca di divieto di addestramento ed allenamento.

 

E) CARNIERE GIORNALIERO
Salvo quanto disposto dal terzo comma dell'intesa di cui al terzo comma dell'art. 20 della L.R. n. 30/1994, il cacciatore per ogni giornata di* caccia può abbattere dal 2 settembre 2001 al 31 gennaio 2002, nei periodi consentiti per ciascuna specie selvatica, due capi di selvaggina stanziale, di cui una sola lepre, e quindici capi di selvaggina migratoria, di cui al massimo cinque colombacci, cinque tra palmipedi e trampolieri, e tre beccacce.
Oltre alle specie sopra riportate, e nel numero massimo per ognuna di esse, al cacciatore è consentito d'abbattere, per ogni giornata di caccia e nel periodo consentito, un cinghiale.

F) TESSERINO VENATORIO REGIONALE
Per esercitare la caccia, il cacciatore deve essere in possesso del tesserino venatorio regionale, rilasciato, ai sensi della normativa vigente, dall'Amministrazione Provinciale di residenza, previa esibizione della ricevuta di pagamento della tassa di concessione regionale, di cui all'art. 40 della L.R. n. 30/1994, della polizza assicurativa e della licenza di caccia, sulla quale va riportato il numero del tesserino venatorio.
L'Amministrazione provinciale nell'atto del rilascio del tesserino venatorio regionale dovrà annotare sul medesimo, oltre ai dati anagrafici del titolare del tesserino, l'A.T.C. di caccia al quale il titolare è iscritto e gli eventuali altri A.T.C. regionali nei quali il titolare è ammesso, la forma di caccia prescelta in via esclusiva e la Compagnia Assicuratrice.
Il cacciatore deve annotare, in modo indelebile negli spazi appositi del tesserino regionale, il giorno di caccia prescelto all'atto dell'inizio dell'esercizio di caccia ed il numero dei capi di selvaggina abbattuti, appena dopo l'avvenuto abbattimento per le specie stanziali, mentre per le specie migratorie il numero dei capi prelevati è annotato sia alla fine della mattinata sia come totale riepilogativo della giornata. Qualora il tesserino venatorio contenga un'eventuale scheda d'abbattimento, quest'ultima deve essere compilata secondo le istruzioni riportate sul tesserino.
Entro il 15 giugno 2002, il cacciatore deve restituire, unitamente alla copia di versamento attestante la quota d'iscrizione per la successiva stagione venatoria, il tesserino regionale venatorio all'Amministrazione provinciale che ha provveduto al suo rilascio.

G) TUTELA DELLE COLTURE AGRICOLE
Secondo quanto disposto dall'art.13 della L.R. n. 30/1994, non è consentito l'esercizio venatorio in forma vagante sui terreni in attualità di coltivazione. Si considerano in attualità di coltivazione: i terreni con coltivazioni erbacee e da seme; i frutteti specializzati; i vigneti specializzati e gli uliveti specializzati dalla data di maturazione del frutto e fino alla data del raccolto; i terreni coltivati a soia, a girasole, nonché a mais per la produzione di seme fino alla data del raccolto.
I proprietari o conduttori dei fondi possono provvedere a segnalare i terreni in attualità di coltivazione, suscettibili di danneggiamento, mediante tabelle, esenti da tasse, apposte lungo il perimetro dei terreni interessati, con l'obbligo della loro rimozione al termine della raccolta dei prodotti.

H) ALTRE DISPOSIZIONI
E' fatto obbligo a chiunque uccide, cattura o rinviene uccelli inanellati, di comunicarne notizia all'Istituto Nazionale della Fauna selvatica di Bologna o al Comune, nel cui territorio è avvenuto il fatto, che provvederà ad informare il predetto Istituto.
E' vietato rimuovere, danneggiare o rendere inidonee al loro fine, le tabelle legittimamente apposte ai sensi della legge, ferma restando l'applicazione dell'art. 635 del codice penale.
E' vietata l'attività venatoria quando il territorio è coperto in tutto o per la maggior parte dalla neve, salvo la caccia a palmipedi e trampolieri svolta lungo i corsi d'acqua, laghi, stagni, marcite ed acquitrini, purché non ghiacciati, entro un massimo di metri 50 dalle loro rive e/o argini o, in assenza di questi, dalla linea dell'alveo invaso dalle piene annuali.
Fermi restando i divieti* di cui agli artt. 30 e 43 della L.R. n. 30/1994, non è altresì consentita la posta alla beccaccia ed al beccaccino, il cacciare a rastrello in più di tre persone ed il divieto ad abbandonare sul luogo di caccia i bossoli delle cartucce.
Ai sensi del decimo comma dell'art. 36 della L.R. n. 30/1994, le Province hanno la facoltà di vietare l'esercizio venatorio, per periodi limitati di tempo, nelle zone interessate da intenso fenomeno turistico.
Nel recepire il presente Calendario venatorio regionale, le Province, ai sensi del dodicesimo comma dell'art. 36 della L.R. n. 30/1994, avranno cura di rendere note le aree territoriali provinciali dove l'attività venatoria è consentita in forma programmata, nonché quelle destinate alla gestione venatoria privata e le zone dove l'esercizio venatorio è precluso.
D'intesa con la Provincia competente, i Comitati di gestione dei rispettivi A.T.C., entro il 15 dicembre 2001, devono provvedere a disciplinare l'utilizzo del cane da seguita nel periodo 1 gennaio 31 gennaio 2002. La mancata regolamentazione o il raggiungimento dell'intesa determina il divieto di utilizzo della suddetta razza di cane per il periodo citato.
E' espressamente raccomandato l'uso di giubbini variamente colorati per la caccia di appostamento al cinghiale.

I) RISERVA
La Giunta Regionale si riserva d'emanare disposizioni integrative in materia, secondo quanto previsto dai commi secondo e terzo dell'art. 36 della L.R. n. 30/1994.

L) RINVIO
Per quanto non previsto espressamente nel presente Calendario, trovano applicazione le vigenti norme in materia.

L'Aquila, li 24 Agosto 2001.

 

 IL COMPONENTE
 

 IL PRESIDENTE

 LA GIUNTA REGIONALE
 

 DELLA GIUNTA REGIONALE

 (Prof. Francesco Sciarretta)
 

 (On. Dr. Giovanni Pace)